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[ 18:37 -
Anarchicamente Vostro. Ho sempre avuto un rapporto tormentato e soprattutto non ricambiato con la politica. Vista così, con occhio esterno, sembra uno di quei salottini bene dove si prende del the con biscotti discutendo di necrologi da venire o venuti, del film visto l'altra sera, e si spettegola dei vicini. Qualcosa da vecchine artritiche insomma, niente da prendere troppo seriamente. Mi costringono ogni volta a ricredermi tutte le persone che di contro la vedono come qualcosa di necessario, o quanto meno di utile al tessuto stesso della società. E' come se io uscissi di casa a ringraziare la vecchina seduta nel parco per aver supposto una mia qualche malattia mortale per un po' di pallore sul volto, o se reputassi il lattaio la fonte suprema di latte sulla terra. Ok, quella forse è esagerata come metafora, ma ci siamo capiti spero. Comunque mi hanno sempre domandato quale sia il mio credo politico, perchè se ne sparo così tante non mi do' alla politica, ed un'infinità di cose collegate al mondo "governo & politica". Alla fine è un bel problema per me tutto ciò, e no, non sto scherzando. Il concetto di "anarchico" è stato così stato sfruttato dalla generazione punk e brigatista che definirmi tale subito porta la gente ad immaginarmi con una bandana ed una sciarpa sul volto mentre agito molotov inneggiando alla rivoluzione. Come se potessi essere il sogno bagnato di qualcuno, ovvio. Cioè sì, potrei. Ma in quel caso non capisco le molotov, se non in discorsi di perverso feticismo. Non mi sono mai particolarmente interessato alla politica in forma attiva, più che altro in forma passiva. Ho un blandissimo desiderio di conoscere come viene fatta, così come tralaltro non desidero sapere come vengono fatte le salsiccie: se c'è una cosa che ho scoperto, e non son tutte balle i vecchi detti popolari. Preferisco considerare il tutto con abbastanza distacco, nell'ottica che tanto cambia, e che non c'è niente di peggio di affidarsi ad un gruppo di idealisti o di burocrati. Il giorno in cui vedrò veramente un politico non credere minimamente in quello che dice, ed affermarlo pubblicamente, mi sentirò soddisfatto, e forse inizierò a votare. Non servono sogni per governare, sul serio. PS: no, non vi ho detto come vedo io l'Anarchia. Pace. [commenti (1) please] * considerazioni * [ You need to confess ] [ Malkavian Madness Network ]
[ 04:24 -
Derivazioni in Fa Incurante delle conseguenze, dilapido neuroni vinti all'ultima lotteria del cosmo considerandoli come qualcosa di falso, non del tutto mio; stranamente il destino mi asseconda nel ballo versandomi whisky a buon mercato, un'etichetta mi minaccia di una gradazione troppo alta per la mia cirrosi ma sembro riuscire a venirne a capo con del ghiaccio aumentato, diluito e reso parvenza, illusione. Era una domenica da leoni rigida e macchiata da venerdì notte inoltrato: l'importante era crederci mi ero sempre detto, e così dunque sarebbe stato; in anticipo di due giorni sulla settimana avevo deciso di concludere il mio weekend nella gioia dei sensi. Non i miei però, che non erano al momento disponibili per cause di forza maggiore e di bushmill finito. [commenti (2) please] * pour parler * [ You need to confess ] [ Malkavian Madness Network ]
[ 09:27 -
Diario di uno Psicolabile - Easy Day Sveglia normale colazione normale doccia normale – un po’ acida ma passabile – apro la porta e sta lì. Capisco, c’è qualcosa che in fondo non cambierà mai, quindi va solo visto da una diversa prospettiva. Bah, non ha ancora deciso di andarsene, ed anzi ondeggia maggiormente col suo grosso grasso flaccido corpo tubolare, mangiandosi macchine mentre cerco di mettere a fuoco la pizzeria d’angolo. Emana un pessimo odore, mi copre lo speck e provola, almeno quello che io credo sia speck e provola, spero sia speck e provola, una climax dedicata esclusivamente a salumi e latticini è qualcosa che merita ogni rispetto. Ed anche un internamento lampo. Ma per una cosa del genere bisognerebbe stare all’esterno di qualcosa per esserne internati, e qui al massimo mi esternerebbero vista l’attuale situazione. Che per inciso a causa del molle divoramacchine non vedo. E’ difficile vedere qualcosa quando tutto il tuo arco visivo – o quasi – è occupato da una piaga purulenta sfuggita a chissà dove. Ha dei peli addosso, vederla così da vicino mentre espelle rottami da non so quale apertura mi permette di notare piccoli particolari. Un po’ come le forme dei volti distorti delle ultime vittime, un modo come l’altro per salutare mio fratello e mia moglie. Stanno vicini perché andavano a letto assieme, e visto che mi hanno fatto sentire di schifo, tanto vale che finiscano di schifo anche loro. Io metaforicamente, loro in maniera più letterale, che non guasta mai. Cioè no, loro oramai sono guasti, carne guasta, io al massimo mi sto guastando la giornata finchè ‘sto coso non si sposta dalla strada. [commenti (4) please] * psicolapis * [ You need to confess ] [ Malkavian Madness Network ]
[ 16:22 -
Il Mondo di Oz Esiste davvero un simile luogo, dove realmente si può sognare liberamente? Esiste un posto qualsiasi dove potere camminare col cuore in pace, scoprire nuove emozioni, nuove esperienze, crearsi nuove domande ed avere la quasi assoluta certezza che una risposta, in fondo in fondo, c’è? Alla fine spesso si fanno sogni troppo grandi per i nostri cuori da contenere, troppo maestosi per essere sorretti dalle nostre ali. E si vedono quelli più piccoli, forse meno colorati, volare liberamente nel cielo, mentre i nostri hanno accumulato in sé così tante speranze che annaspano al suolo incapaci di trovare la spinta necessaria a spiccare il volo, a fare il grande salto nel blu. E ci sono quegli arcobaleni fatti da colori che solo messi assieme mostrano la loro reale bellezza che vogliono semplicemente sciogliersi a metà strada, senza avere la possibilità di completare l’arco in cielo, e raggiungere la loro destinazione. Che magari c’è una pentola piena d’oro alla fine di quel tragitto, ma viene sempre dimenticata a metà strada, perché non si riesce a rimanere accanto, a restare vicini. E tutto quello che si può fare è guardare il cielo, rimboccarsi le maniche, lasciare a terra qualche peso di troppo, separarsi da qualche speranza in più con la promessa di passarla a riprendere non appena si riuscirà a capire come fare, e saltare di nuovo sbattendo le braccia. E si salta, si salta ancora, e si cerca ancora ed ancora di volare. A volte qualcuno ce la fa e si dimentica di tornare indietro, troppo preso da tutta quella vita che gli entra negli occhi aggrappandosi all’anima. A volte invece si cade più pesantemente al suolo, e quelle ali fatte di sogno si spezzano, non desiderando più risistemarsi, non avendo più la forza neanche per guarire. E cosa si fa, cos’altro si può fare alla fine se non asciugarsi le lacrime se se hanno ancora, scrollare le spalle guardando al passato per dimenticarsi del futuro, scegliendo un presente perpetuo che non dia soddisfazioni ma blande certezze, osservando il cielo e gli arcobaleni colorati come piacevoli contorni di una stanca monotonia.. Perché in fondo di tutta questa meravigliosa canzone, di questa terra di Oz fatta di leoni che non hanno coraggio, di uomini di latta che non hanno cuori e di spaventapasseri senza cervello, c’è sempre una Dorothy il cui unico desiderio è sbattere tre volte i tacchi, e tornarsene a casa. Non può volare così alto in un regno che non le appartiene: ha imparato qualcosa, ma è tempo di tornare alla vita, quella vera, perché non si può mai sognare per sempre.. O forse sì, ma crederci davvero è peccato, perché non si sa ancora come fare. Neanche qui. Neanche ad Oz. Somewhere over the rainbow Somewhere over the rainbow Some day I'll wish upon a star Somewhere over the rainbow Somewhere over the rainbow If happy little bluebirds fly [commenti (2) please] * considerazioni, allegria di naufragi * [ You need to confess ] [ Malkavian Madness Network ]
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Someone. Dilbert & Dogbert Inkspinster Nuklear Power OOTS TSOALR Weebl and Bob scema By the telephone. ColcyChe in Ogni riferimento a f... Cometa87 in Ogni riferimento a f... perladinotte in An Englishman to New... ColcyChe in An Englishman to New... Believer.
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